Il musicista, oltre a essere un esecutore, è, o può essere, un autore. Prima di poter creare bisogna conoscere e documentarsi, fare proprio ciò che hanno fatto gli altri (Stravinsky diceva: “Il bravo compositore non copia, ruba”) per utilizzarlo come materiale sul quale creare.
Il compositore si siede, studia, corregge, prova, cambia, mentre l’improvvisatore, in tempo reale, utilizza una “lingua” per “raccontare” un concetto che ha in mente e, come nel parlato, non ha la possibilità di tornare indietro. Una composizione è qualcosa che rimane e che altri utilizzano, mentre un “a solo” improvvisato è qualcosa di molto personale e irrecuperabile.
Sono due approcci creativi molto diversi che ognuno di noi utilizza quotidianamente, sia nel lavoro sia nella vita in generale. Analizzare e sperimentare il processo creativo nelle sue svariate modalità aiuta a potenziare un approccio efficace al problem solving.



